Ti trovi in: Giornale on line 2010

Progetto Calamaio

Il rispetto del prossimo e dell’altrui diversità. Il progetto presentato dal sindaco Massimo Tedeschi con gli assessori Matteo Orlandi, Giorgio Pigazzani e Annamaria Morini responsabile Centro Why Not


Il rispetto del prossimo e dell’altrui diversità è stato al centro della conferenza stampa di presentazione del Progetto Calamaio del Centro Why Not che si è tenuta ieri nella Sala Consiliare della Residenza Municipale. A parlarne il sindaco Massimo Tedeschi con gli assessori Matteo Orlandi, Giorgio Pigazzani e Annamaria Morini responsabile Centro Why Not.

Il Progetto Calamaio –ha esordito Orlandi- è un’iniziativa rivolta alle scuole per insegnare ai bambini il rispetto del prossimo e della diversità. I bambini hanno la mente aperta, priva dei pregiudizi degli adulti. Portare nelle aule i diversamente abili e farli incontrare e parlare con i ragazzi significa insegnare cosa significa vivere questa condizione, vincere le paure e la diffidenza, far capire che si ha a che fare con persone come tutte le altre. Solo meno fortunate. No quindi alle paure, alla diffidenza e all’emarginazione, perché generano un circuito che divide la società. L’Amministrazione comunale, in particolare attraverso l’Assessorato alle Pari Opportunità, ha aderito e sostiene un progetto importante per la crescita e la formazione dei bambini”.

Il Centro Why Not –ha sottolineato Pigazzani- è un fiore all’occhiello del nostro territorio. Frequentandolo abbiamo visto un amore per i diversamente abili che commuove. Invito tutti a visitarlo per rendersi conto del lavoro stupendo che viene svolto. È una struttura piccola che opera con impegno e professionalità. Avrebbe bisogno di altri spazi e ci stiamo impegnando, con la Fondazione Cariparma, per attuare un ampliamento”.

La vicinanza dell’Amministrazione comunale ci fa molto piacere –ha detto Annamaria Morini responsabile Centro Why Not. In questo periodo festeggiamo i 10 anni di attività e i 20 della cooperativa Il Cortile. Il nostro è lavoro tanto impegnativo quanto gratificante. Dopo le prime titubanze i bambini capiscono, si avvicinano e perdono la paura che incute una sedia a rotelle in chi non è stato abituato a vederla come una cosa che, purtroppo, può far parte della vita delle persone”.
Le fa eco Giada, una ragazza diversamente abile che parla con entusiasmo della sua esperienza nelle scuole: “quando arriviamo sono intimiditi, ma poi mi chiedono di fare un giro sulla carrozzina. Sto bene con loro e mi sento un po’ la loro maestra”.
 
Un grande apprezzamento per il lavoro svolto dal Centro è stato espresso dal sindaco Tedeschi: “per chi era diversamente abile una volta c’era l’emarginazione. In questi ultimi anni la società si è evoluta positivamente passando dall’esclusione all’inclusione. L’Amministrazione comunale sostiene un progetto che, ci tengo a sottolineare, non è di sinistra né di destra, ma della società civile salsese. Per questo, nonostante le ristrettezze economiche, nel bilancio il sociale non è stato toccato”.
 
 
05.02.10
Proprietà dell'articolo